Il Progetto Abbraccio. Un lungo cammino di parole, immagini ed emozioni. - Riabilitazione dei disturbi alimentari
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Il Progetto Abbraccio è partito nell’ottobre 2021 e continuerà nel 2022. Racchiude la pubblicazione di un libro illustrato, una performance teatrale tratta dal libro, e una bellissima mostra itinerante realizzata da pazienti e professionisti. Il progetto toccherà tutte le città del Friuli Venezia Giulia che sono sede di un Centro Disturbi Alimentari per sensibilizzare la popolazione e sostenere pazienti e famiglie.

Perché il progetto si chiama “Abbraccio”?

La parola “abbraccio” infonde calore, stimola i nostri sentimenti più profondi e si presta ad essere abbinata a tutti i cinque i sensi. Tutti abbiamo esperienza di un abbraccio e del benessere che ci può trasmettere. Ci si può abbracciare con gli occhi, ci si stringe forte con le braccia, e ci sono anche parole gentili che abbracciano e ci strappano sorrisi. L’abbraccio è un modo per accogliere e non far sentire soli. L’esperienza dell’abbraccio può essere indimenticabile.

Il Progetto Abbraccio intende aiutare chi – silenziosamente, in un mondo spesso frettoloso e rumoroso che pare non avere attenzione – soffre di disturbi alimentari. 

Il libro “Nella mia Buccia”

Tutto è partito dalla filastrocca “Nella mia buccia”, scritta con sensibilità, pur senza esplicitare l’argomento, da Stefania Del Rizzo (già autrice di filastrocche pubblicate e di successo). Le rime parlano di disturbi del comportamento alimentare visti dalla parte di una protagonista, e ci trasportano attraverso le sue emozioni in un mondo fatto di paura, sofferenza, solitudine, ma anche di speranza.

L’amore, l’attenzione, le “parole giuste”, come quelle usate da Stefania, verso le persone malate di DCA sono determinanti. «Nessuno si salva da solo» è il motto della Fenice, e questo progetto vuole essere un segno tangibile di vicinanza. Stefania, grazie a una particolare sensibilità verso questo tema, ha messo in rima paure e sentimenti universali di ragazzi e ragazze che soffrono di tali disturbi, il libro è stato poi illustrato dalle giovani mani di Silvia Pentore ed edito dalla Casa Editrice “L’Orto della Cultura”.


«Il nostro desiderio è che queste rime e queste immagini arrivino dritte al cuore di chi si fermerà a leggere ciò che sta dentro e fuori le righe.» Silvia e Stefania


La mostra “Abbraccio”

Oltre alla pubblicazione della filastrocca, è nata una mostra itinerante di illustrazioni realizzate da illustratori professionisti e non, affiancati dai lavori dei pazienti dei Centri Disturbi Alimentari della Regione, da Trieste a Udine, da Palmanova a Monfalcone. A questi si sono aggiunti degli ex pazienti, ora guariti.

I partecipanti si sono ispirati alla filastrocca “Nella mia buccia” e da questa hanno tratto il materiale iconografico per le illustrazioni, mentre le pazienti dei centri di cura hanno raccontato il proprio sentire utilizzando la tecnica preferita. Sono nati così tanti disegni diversi: collage, acquerelli, disegni in bianco e nero o coloratissimi. I disegni hanno tutti la stessa dimensione e la stessa cornice e sono esposti sempre mescolati tra loro: così nella visione d’insieme della mostra i ragazzi si vedono al pari di illustratori famosi.

Tutte le immagini degli illustratori (tranne quelle dei ragazzi) sono in vendita e sostengono le attività della Fenice FVG. Per Informazioni inviare email o chiamare al numero di cellulare.

Il progetto Abbraccio ha contribuito a diffondere una corretta informazione e a sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto a far sentire meno soli quelle ragazze e quei ragazzi che con le loro famiglie si trovano a dover combattere questa difficile e lunga malattia. 

La performance teatrale Nella mia Buccia

Il libro “Nella mia Buccia” è diventato una performance teatrale grazie al lavoro di Manuel Buttus, attore del Teatrino del Rifo. La prima edizione ha avuto luogo al Cinema Visionario di Udine nel novembre del 2021.